Matteo Professione, aka Ernia, nasce a Milano nel ’93. Gli stimoli del capoluogo lombardo lo spingono sin da subito ad appassionarsi alla musica, hip-hop  uber alles, grazie alla quale entra in contatto con due personalità musicali a lui coetanee e concittadine: l’italo-tunisino Ghali e l’amico eterno Tedua.
Ed è su questi main topic che si snoda la creatività musicale di Ernia: la sua città, con tutte le passioni e i segreti che nasconde, e le esperienze in essa, tra gioie e dolori.

Il primo (e fallimentare) esperimento musicale di Ernia prende forma nel lontano 2011, quando forma i Troupe D’Elite, supergruppo formato da quattro artisti tra cui il già citato Ghali e “protetto” dal rapper milanese più in voga di quegli anni, Mr. Guè. Diverbi e fin troppa concorrenza, aggiunti ad una serie di deludenti risultati e hit decisamente dimenticabili bruciano ogni speranza di successo: il gruppo si scioglie, i quattro artisti si separano e si dedicano chi alla propria carriera da solista (vedi Ghali, fresco del suo ultimo lavoro DNA), chi ad una vita completamente diversa.
Ernia fa parte del primo gruppo: in un Paese musicalmente fitto, l’artista milanese realizza e pubblica Come uccidere un usignolo nel 2017. Liberamente ispirato al romanzo di Harper Lee, rimanda alle violenze subite dagli innocenti o da chi  ha voglia di rimettersi in gioco nonostante il dolore del passato, una metafora d’esistenza che va oltre l’odio e il fallimento del precedente progetto musicale: in piena adolescenza infatti Ernia venne arrestato per furto con scasso, e qualche anno dopo per aver coperto “un amico” che aveva commesso illeciti.

È proprio ad un ex-amico che è dedicata una delle tracce simboliche del disco: Lei No (Il Tradito) è il racconto di un doppio tradimento, uno più doloroso dell’altro, compiuti da una ragazza ed un amico reputato fratello, con il quale il rapper aveva trascorso anni di vita. Anche da questo punto di vista, Come uccidere un usignolo è la rinascita di Ernia.

– da piccoli dicevi che ero il tuo amico del cuore
ora penso che ogni amico è un possibile traditore
provo a distrarmi e penso sempre a quello
 vedere che la baciano le labbra che mi chiamavan fratello –
[Lei No (Il Tradito)]

Nel novembre dello stesso anno esce la 67 Edition dell’album, che regala ai fan otto nuove tracce, oltre che anticipare quello che sarà il nuovo disco del rapper.
Nell’autunno dell’anno successivo infatti viene rilasciato 68, un disco diverso ma ugualmente biografico. Gli ingredienti sono pressoché gli stessi: Milano, descritta con gli occhi di un ragazzo qualunque in 68, la redenzione dopo il sacrificio in Simba, il futuro in Domani,  i legami in Bro, pezzo che vede la partecipazione dell’amico Tedua.
Tra le tracce dell’album c’è però una che stona: è il caso di Paranoia Mia, un brano “fantozziano” e melanconico, descrizione perfetta dell’animo tormentato di chi, nonostante abbia pressoché tutto, sente il vuoto dentro.

– al mio capezzale giungerò in ritardo
con un fiore brutto, tra le mani un cardo
solo allora sarò salvo, sarò pronto al salto
mentre mi fissa nel buio un occhio di riguardo
rallento quando giro gli angoli
e temo la vita mi abbracci e mi strangoli
gemiti e rantoli, termiti escono dagli antri
rosicchiando pensieri candidi –
[Paranoia Mia]

Qualche mese dopo una rielaborazione del disco debutta nel mercato musicale: 68 (Till The End) aggiunge sette tracce all’album, tra cui Phi, Il Mondo Chico ft. Lazza e Certi Giorni, brano che vede la partecipazione del rapper veneto Nitro. L’intero disco, è un palindromo: 68 infatti è un album da ascoltare al contrario, partendo dall’ultima traccia, La Paura, per arrivare alla prima, King QT, in modo da seguire perfettamente lo story-telling dell’artista.

Nello stesso periodo Ernia rilascia un singolo, La Pelle del Puma, composto per il sodalizio tra Puma e AC Milan, colori che il rapper sostiene sin da piccolo.  Il videoclip ufficiale è stato realizzato all’esterno di San Siro e, in seguito ad alcune interviste, il rapper ha dichiarato che il calcio  è una delle sue più profonde passioni e che fu frequentatore assiduo della Curva Sud, settore dello stadio riservato al tifo organizzato rossonero.
Attualmente, Ernia sta producendo il suo nuovo disco, Gemelli, il quale vedrà la luce entro la fine di giugno 2020, un album che ha tutta l’aria di essere completamente diverso dai precedenti: esso infatti dovrebbe contare un enorme numero di collaborazioni, in quanto il rapper si è reso protagonista di alcuni post promozionali sul suo profilo Instagram nei quali ha dichiarato che ogni artista presente nel suo lavoro è da considerarsi un gemello nella connotazione più fraterna del termine

Un viaggio nella Milano musicale, attraverso le esperienze che la vita riserva ad un ragazzo qualunque il quale ha trasformato la sua più grande passione in un lavoro, e che ora punta al titolo di King indiscusso della scena rap italiana. E gli elementi per primeggiare ci sono, basti prendere in considerazione i testi intrisi di retorica e poetica, e un timbro vocale cupo  e crepuscolare.

 Sul fondo del barile me ne stavo calmo, 
la ruota gira tutti dicono 
la noia dopo tutto è un sentimento a casoe in più dicevo
 "non mi fido, no"avevo scritto in fronte - mi sto rassegnando - solo le sfighe 
nei pensieri miei ora se invece batto i piedi, 
parte un ballo anche se io ballare non saprei"

This is ERNIA.