Proprio oggi cinquant’anni fa l’uomo raggiunse il suolo lunare.

 

La Luna ha da sempre ricoperto un ruolo centrale nella storia dell’essere umano, basti pensare alle svariate credenze e miti riguardanti il ciclo della vita o più storicamente parlando della valenza dell’astro nella sfera religiosa.

 

Nelle civiltà greche, romane ed egizie a ricoprire il ruolo di divinità attribuite alla luna erano, rispettivamente, Selene, Luna, Osiri e Isi.

 

Ad oggi, il nostro satellite non ha mai smesso di ispirare artisti o gente comune.

 

Complice l’aura di mistero e di fascino che la circondava la Luna, con i suoi 384.400 km di distanza dalla Terra, ci sembrava sia così vicina che incredibilmente lontana, ma mezzo secolo fa il passo è stato compiuto. La luna non era più un miraggio ma realtà.

 

 

Un risultato sognato e preannunciato dal presidente degli Stati Uniti Kennedy nel congresso svoltosi nel 1961 e reso possibile grazie al programma Apollo 11 che prevedeva 3 membri dell’equipaggio: Neil Armstrong, Michael Collins e Buzz Aldrin.

 

Il contesto storico fu determinante. La guerra fredda scoppiata tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica a metà ‘900 e in particolare lo Sputnik 1, diedero inizio alla cosiddetta “Corsa allo Spazio”. L’altissima rivalità e l’ambizione di primeggiare in ogni settore portarono le due potenze a scontrarsi sul fronte oltre che economico anche tecnologico.

 

L’URSS aveva inizialmente ottenuto discreti risultati con il Programma Luna, composta da diverse missioni senza equipaggio volte a sondare l’ambiente spaziale e la superficie lunare. Fu infatti sovietico il primo oggetto artificiale a raggiungere il suolo lunare (Missione Luna 1, che si schiantò), furono anche i primi a fotografare il lato nascosto della Luna con la Missione Luna 3.

 

Con la missione Sputnik 1 nel 1957 spedirono il primo satellite artificiale intorno alla Terra.

 

Riuscirono poi a mandare il primo mammifero nello spazio, la nota cagnolina Laika, e successivamente il primo uomo nello spazio: Jurij Gagarin.

Una serie di successi che misero fretta ed agitazione alla potenza statunitense tanto che il presidente Kennedy affermò:

 

Credo che questa nazione si debba impegnare a raggiungere l’obiettivo, prima che finisca questo decennio, di far atterrare un uomo sulla Luna e di farlo tornare sano e salvo sulla Terra.

E ancora:

… in un certo senso, non sarà solo un uomo ad andare sulla Luna … sarà un’intera nazione. Perché ciascuno di noi dovrà lavorare per portarlo là.

 

L’obiettivo tanto ambito prendeva il nome di Programma Apollo. La missione Apollo 11 venne trasmessa in diretta televisiva in 33 paesi e altri milioni di persone seguirono l’evento in via radiofonica. A missione completata, Neil Armstrong fu ufficialmente il primo uomo sulla Luna.

 

Ad oggi ci sono diverse teorie del complotto riguardo l’allunaggio che ritengono la missione una bufala studiata a tavolino ma cinquant’anni dopo, l’essere umano allarga ulteriormente i propri orizzonti rivolgendo il suo sguardo verso Marte.