“Uomo libero amerai sempre il mare! Il mare è il tuo specchio: contempli la tua anima nel volgersi infinito dell’onda che rotola” -Charles Baudelaire.

Come le onde del mare si infrangono contro gli scogli, così nell’animo umano si stagliano emozioni, sentimenti, impulsi e passioni tanto profondi quanto contrastanti, che diventano difficili da identificare e, come il viandante cerca di ergersi sulla roccia per cercare di comprendere, ma ci si perde, così ci perdiamo anche noi.

L’opera attesta il senso di imperfezione mostrando un uomo che contempla l’infinito ma la nebbia gli impedisce la visione totale del paesaggio, ed è qui che l’uomo prende coscienza della propria impotenza: per quanto possa studiare, scoprire o esplorare ci sarà sempre qualcosa che gli impedirà la visuale, qualcosa che lo metterà davanti ai propri limiti. Ci si perde come il viaggiatore, al quale non a caso non è stato attribuito un volto, in modo tale che ognuno possa immedesimarsi e riconoscersi. Il primo nemico di ognuno è proprio sé stesso, è difficile porsi davanti alla nudità della propria anima per scoprirne e sperimentarne errori, dubbi ed incertezze, il rumore più difficile da ascoltare è il battito del proprio cuore, implicherebbe restare nel silenzio e lasciarlo parlare.

Per amare un’altra persona è necessario prima amare se stessi e i propri limiti, accettarli per farne la propria forza; nell’epoca in cui si vive oggi sono in aumento malattie come l’anoressia o la bulimia, questo accade perché non ci si riesce più ad amare realmente, si entra , anche in età prematura, in un confronto-scontro con i modelli che la società presenta e ci si dimentica che la perfezione in realtà è sotto la nebbia che osserva il viandante: esiste ma non è possibile raggiungerla per quanto ci si sforzi. L’insegnamento che si può cogliere da questo apparentemente semplice dipinto è che non bisogna spaventarsi di quello che si è, non bisogna lottare con tutte le proprie forze per annientarsi per diventare l’ombra di qualcun altro dimenticandosi di avere delle idee, dei diritti e una dignità.

“Amare sé stessi è l’inizio di una storia d’amore lunga tutta la vita” -Oscar Wilde

Un altro particolare è il senso di silenzio che suscita l’opera, infatti il protagonista è solo, senza nessuno con cui possa confrontarsi, è costretto a confrontarsi con sé stesso chiedendosi “chi sono io realmente?”. Quando non si hanno rumori intorno dà quasi fastidio non sentirli, non si riesce a stare immobili e zitti per molto tempo, si è sempre presi dalla smanie di fare qualcosa, toccare qualcosa.

“A volte il silenzio dice quello che il tuo cuore non avrebbe mai il coraggio di dire” -Alda Merini